Creste di argilla chiara della Valle dei Calanchi tra boschi e uliveti, vista da Civita di Bagnoregio
Valle dei Calanchi da Civita di Bagnoregio — foto: Marcamps · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Chi arriva a Bagnoregio per Civita scopre presto che il vero protagonista è il paesaggio che la circonda. La Valle dei Calanchi è un anfiteatro di creste chiare, pinnacoli e solchi profondi, punteggiato di macchie verdi e chiuso all'orizzonte dalle colline della Tuscia. È un paesaggio che cambia sotto gli occhi, letteralmente: la pioggia lo modella stagione dopo stagione. Guardarlo dai belvedere è già un'esperienza; camminarci dentro, con le giuste precauzioni, permette di capirlo davvero.

Un paesaggio fatto di argilla e tufo

I calanchi sono forme di erosione tipiche dei terreni argillosi. Qui l'argilla è un antico fondale marino: lo testimoniano le conchiglie fossili che affiorano dai versanti. Sopra questi sedimenti, in un'epoca successiva, si sono depositati i materiali vulcanici dell'apparato vulsino, lo stesso che ha dato origine al bacino del Lago di Bolsena. Il risultato è una sovrapposizione fragile: il tufo, compatto e lavorabile, è stato scelto da Etruschi e popoli successivi per costruire i loro abitati, ma poggia su un'argilla che l'acqua scava di continuo.

Da questa dinamica nascono le creste affilate, le guglie isolate e le pareti verticali che rendono la valle così riconoscibile. Al centro del paesaggio spicca una formazione d'argilla che i locali chiamano la Cattedrale, per la sua sagoma che ricorda un edificio gotico. Ed è la stessa dinamica che, nel tempo, ha consumato i margini di Civita, oggi tenuti sotto osservazione con sistemi di monitoraggio e opere di consolidamento.

Dove guardare la valle: i punti panoramici

Il primo affaccio è il belvedere alla fine del centro storico di Bagnoregio, da cui si vedono insieme il ponte, Civita e le creste dei calanchi. Il secondo è il ponte stesso: camminandoci sopra, la valle si apre da entrambi i lati e si capisce quanto lo sperone sia isolato. Il terzo è Civita, dove le aperture fra le case e il fondo del paese guardano verso la vallata; all'estremità del borgo il Bucaione, un antico passaggio scavato nel tufo, scendeva verso i campi sottostanti.

Sull'altro lato della valle si trova Lubriano, piccolo borgo che offre una prospettiva diversa e spesso trascurata: da qui Civita si vede di profilo, sospesa sopra i calanchi, e nelle giornate limpide la vista si allarga molto lontano. Lubriano è un balcone naturale con diversi affacci distribuiti nel paese, e ospita anche un piccolo museo naturalistico dedicato all'ambiente della zona. Vale la pena salire fin lassù nel tardo pomeriggio, quando la luce radente scolpisce le creste.

Camminare nei calanchi con prudenza

Dai bordi dei paesi alcuni sentieri scendono nella valle, fra uliveti, boschetti e tratti di argilla nuda. Sono percorsi suggestivi, ma richiedono attenzione: il terreno argilloso diventa molto scivoloso dopo la pioggia, i bordi delle creste possono franare e la segnaletica non è sempre continua. La regola è semplice: restare sui tracciati battuti, non avvicinarsi ai margini delle pareti, non arrampicarsi sui pinnacoli. Le stagioni più adatte sono la primavera e l'autunno, con terreno asciutto e temperature miti; d'estate conviene camminare nelle prime ore del mattino, perché la valle offre poca ombra.

Consiglio pratico: per scendere davvero dentro i calanchi affidatevi a una guida escursionistica del territorio o alle escursioni organizzate in zona, che conoscono lo stato dei sentieri. Portate scarpe con buona suola, acqua e uno strato antivento, ed evitate le uscite nei giorni successivi a piogge intense.

Il Museo Geologico e delle Frane

Per capire ciò che si è appena visto, a Civita c'è il Museo Geologico e delle Frane, ospitato nel rinascimentale Palazzo Alemanni, su piazza San Donato. Il percorso racconta la geologia della Valle dei Calanchi, i fenomeni franosi che interessano lo sperone e gli interventi di monitoraggio e consolidamento realizzati nel tempo; una sezione paleontologica espone molluschi marini fossili che confermano l'antica origine marina delle argille. È una visita breve e chiara, adatta anche ai ragazzi. Orari e biglietti cambiano con le stagioni: verificateli sui canali ufficiali prima di andare.

La villa La Quiete, nella campagna di Bagnoregio, si trova a circa 3 km da Civita: una base comoda per tornare più volte ai belvedere con luci diverse e per scegliere la giornata giusta per una camminata. Dopo qualche ora fra argilla e tufo, il giardino privato e la piscina sono un buon modo per chiudere la giornata.

Una base tranquilla per esplorare la Valle dei Calanchi

A circa 3 km da Civita, La Quiete vi permette di tornare ai belvedere all'alba o al tramonto e di riposare in villa con piscina dopo le camminate.