Molti viaggiatori attraversano Bagnoregio di corsa, con lo sguardo già rivolto al ponte di Civita. È un peccato, perché il centro storico del paese, l'antico quartiere di Rota, merita una passeggiata a sé: una strada principale fiancheggiata da palazzi in pietra, chiese con secoli di storia, piazze dove la vita quotidiana scorre senza fretta e, alla fine, uno dei panorami più fotografati della Tuscia. Ed è anche il paese natale di San Bonaventura, una delle figure centrali del pensiero medievale, il cui nome ritorna a ogni angolo.
Un santo nato a Bagnoregio
Giovanni di Fidanza nacque qui nel primo Duecento; le fonti oscillano fra il 1217 e il 1221. Entrò nell'ordine francescano, studiò e insegnò a Parigi, divenne ministro generale dei frati minori e fu creato cardinale. La Chiesa lo ha proclamato dottore con il titolo di Doctor Seraphicus. Una tradizione molto amata racconta che da bambino, gravemente malato, fu guarito da San Francesco, il quale avrebbe esclamato “O buona ventura”: da qui il nome con cui è passato alla storia.
Il legame fra il paese e il suo santo è ancora vivo. Ogni anno, intorno al 15 luglio, giorno della sua memoria liturgica, Bagnoregio si raccoglie attorno alle celebrazioni religiose e alla processione per le vie del centro. Programmi e orari cambiano di volta in volta: conviene informarsi presso la parrocchia o sul sito del Comune. Poco fuori dal centro abitato, la tradizione lega all'episodio della guarigione la Grotta di San Bonaventura, un'antica tomba etrusca scavata nel tufo che ancora oggi è meta di visitatori e pellegrini.
La concattedrale e le chiese del centro
Il punto di riferimento è piazza Cavour, su cui affaccia la concattedrale dei Santi Nicola, Donato e Bonaventura. Nata come cappella dedicata a Santa Maria della Neve e divenuta collegiata di San Nicola nel 1581, assunse le funzioni di cattedrale dopo il terremoto del 1695, che aveva danneggiato la chiesa di San Donato a Civita. La facciata è sobria, scandita da lesene scure, e accanto si alza un robusto campanile in pietra. All'interno si conserva il cosiddetto Santo Braccio, il reliquiario che custodisce un osso del braccio di San Bonaventura, la principale reliquia del santo giunta fino a noi.
A poca distanza si trova la chiesa dell'Annunziata, che in paese molti chiamano ancora di Sant'Agostino per il vicino convento agostiniano. È un edificio di impianto romanico-gotico, affiancato da un campanile settecentesco, che conserva dipinti attribuiti a maestri di scuola senese come Taddeo di Bartolo e Giovanni di Paolo. Entrare in queste chiese, nelle ore di silenzio, permette di leggere la storia di un paese che per secoli è stato sede vescovile e centro religioso del territorio.
Vie, palazzi e porte
La passeggiata segue la strada principale del centro, che attraversa il paese per tutta la sua lunghezza. Lungo il percorso si incontrano palazzi signorili con portali in pietra, stemmi di famiglia, piccoli cortili e scorci sulle vallate ai lati del crinale. Fra le testimonianze più antiche c'è Porta Albana, una delle porte storiche del paese, mentre la strada, adagiata sul crinale, scorre quasi in piano: è un itinerario adatto anche a chi cammina con bambini o desidera una visita senza fatica. Nelle ore serali, quando le facciate si scaldano di luce, il paese mostra il suo lato più quotidiano, fatto di saluti sulla soglia e di chiacchiere in piazza.
Il belvedere verso Civita
Alla fine del centro storico si arriva al belvedere, un parco pubblico nato dove un tempo sorgeva un convento francescano. Qui si trova anche il monumento dedicato a Bonaventura Tecchi, lo scrittore bagnorese che definì Civita “la città che muore”. Dal parapetto lo sguardo abbraccia tutta la scena: il ponte pedonale, lo sperone di tufo con il borgo in cima, le creste chiare della Valle dei Calanchi tutto intorno. È il posto giusto per capire la geografia del luogo prima di attraversare il ponte, e per tornare al tramonto, quando le pareti di tufo si colorano di arancio.
La villa La Quiete si trova nella campagna di Bagnoregio, a pochi minuti dal centro storico: un tragitto breve che permette di salire in paese per una passeggiata serale o per un caffè al mattino, e poi rientrare nel giardino privato della villa. Da qui Civita dista circa 3 km, e la giornata può comporsi con calma fra il centro di Bagnoregio, il belvedere e il ponte, senza dover scegliere fra l'uno e l'altro.
Vivere Bagnoregio con calma, tra borgo e campagna
Da La Quiete il centro storico di Bagnoregio è a pochi minuti: passeggiate serali in paese e poi il silenzio della villa con piscina.