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Tutti i dintorni Il borgo sospeso sui calanchi

Civita di Bagnoregio, la città che muore

A circa 3 km da La Quiete, Civita di Bagnoregio sorge su uno sperone di tufo nella Valle dei Calanchi: si raggiunge a piedi lungo un ponte pedonale e si visita con calma, tra la piazza, la chiesa di San Donato e i belvedere sulla valle.

Circa 3 km
Civita di Bagnoregio – La Città che Muore
Civita di Bagnoregio – La Città che Muore

Dalla campagna intorno a La Quiete basta poco per trovarsi davanti a uno dei paesaggi più sorprendenti dell'Italia centrale. Civita di Bagnoregio appare all'improvviso, in cima a uno sperone di tufo isolato nel mezzo della Valle dei Calanchi, collegato al resto del mondo soltanto da un lungo ponte pedonale. Le case, la chiesa e le mura sembrano poggiare sul vuoto, e la prima impressione è quella di un luogo sospeso, quasi fuori dal tempo.

Un borgo antico su una rupe fragile

Le origini di Civita sono antichissime: l'altura fu abitata già dagli Etruschi, che sfruttarono la posizione naturalmente difesa e la facilità con cui il tufo si lascia scavare. Per secoli il borgo fu il centro principale della zona, ma la natura del terreno ne ha segnato il destino. Lo sperone poggia su strati di argilla che le piogge e i torrenti erodono lentamente, provocando frane e crolli lungo i margini. Un forte terremoto alla fine del Seicento accelerò l'abbandono, e molti abitanti si spostarono verso l'abitato che oggi costituisce il centro di Bagnoregio.

Il soprannome di "città che muore" si deve allo scrittore Bonaventura Tecchi, nato a Bagnoregio, che con queste parole raccontò la lenta consunzione della rupe. Oggi i residenti stabili sono pochissimi, ma il borgo è tutt'altro che spento: negli ultimi decenni è stato oggetto di studi e interventi di consolidamento, ed è diventato una meta conosciuta ben oltre i confini della Tuscia.

Il ponte e l'ingresso al borgo

L'unica via d'accesso è il ponte pedonale in cemento armato costruito negli anni Sessanta del Novecento, lungo circa trecento metri, che ha preso il posto dei collegamenti precedenti. Percorrerlo è già parte della visita: sotto si aprono le pareti chiare dei calanchi, solcate dalle piogge, e davanti si avvicina poco a poco il profilo del paese. L'ultimo tratto sale con decisione verso la Porta di Santa Maria, scavata nella roccia, l'unica delle antiche porte ancora aperta verso il borgo.

Varcata la porta, il paese si raccoglie lungo una via principale che conduce alla piazza. Qui si affaccia la chiesa di San Donato, ancora oggi luogo di culto, con la sua facciata sobria e il campanile che domina i tetti. Intorno si aprono vicoli stretti, archi, case in pietra con scale esterne, piccoli giardini fioriti e cantine scavate nel tufo. Ogni angolo regala uno scorcio diverso, e verso l'estremità del borgo i belvedere offrono una vista ampia sulla valle.

La Valle dei Calanchi

Il paesaggio che circonda Civita è parte integrante della sua bellezza. I calanchi sono forme di erosione tipiche dei terreni argillosi: creste sottili, pareti nude e solchi profondi che cambiano colore con la luce del giorno, dal grigio chiaro del mezzogiorno ai toni caldi del tramonto. Il paesaggio culturale di Civita è stato proposto per il riconoscimento come patrimonio dell'umanità, a testimonianza del legame unico tra il paese e la sua valle. Chi ama camminare trova sentieri che scendono tra la vegetazione e permettono di osservare la rupe dal basso, una prospettiva che pochi visitatori conoscono.

Durante l'anno Civita ospita anche momenti di festa legati alla tradizione locale, come il Palio della Tonna, una corsa di asini che anima la piazza del borgo. Per date e programmi conviene sempre consultare i canali ufficiali del Comune di Bagnoregio.

Come organizzare la visita da La Quiete

La villa si trova a circa 3 km da Civita, una distanza che permette di organizzare la visita con grande libertà: al mattino presto, quando il borgo è ancora silenzioso, oppure nel tardo pomeriggio, per vedere la valle illuminata dal sole che cala. L'auto si lascia nei parcheggi di Bagnoregio, da cui si raggiunge a piedi il belvedere e l'inizio del ponte. L'accesso al borgo è soggetto a un contributo, le cui modalità vanno verificate sui canali ufficiali del Comune prima di partire. Dopo la passeggiata, tornare alla villa per un tuffo in piscina o per una cena preparata con il forno a legna del giardino è il modo più tranquillo per chiudere la giornata.

Consigli pratici

  • L'accesso al borgo prevede un contributo: importo e modalità vanno verificati sui canali ufficiali del Comune di Bagnoregio prima della visita.
  • L'ultimo tratto del ponte pedonale è in salita: scarpe comode e un po' d'acqua nelle giornate calde rendono la passeggiata più piacevole.
  • Le prime ore del mattino e il tardo pomeriggio offrono una luce morbida sui calanchi e meno affollamento, soprattutto nei fine settimana.
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