Panorama di Montefiascone sulla collina, con la cupola della cattedrale e la rocca sopra i boschi
Montefiascone, panorama — foto: Hans Peter Schaefer · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

La campagna intorno a Bagnoregio è terra di confine: a nord la rupe di Orvieto, già in Umbria; a ovest il grande catino vulcanico del Lago di Bolsena; a sud le colline che scendono verso Viterbo. Su questi suoli di origine vulcanica, ricchi di tufo e ceneri antiche, la vite si coltiva da tempi molto lontani. Gli Etruschi scavavano già cantine nella roccia, e molte case dei borghi conservano ancora grotte fresche dove il vino riposa a temperatura costante. Per chi soggiorna qui, conoscere tre nomi aiuta a orientarsi: Est! Est!! Est!!!, Orvieto e Aleatico di Gradoli.

Est! Est!! Est!!! di Montefiascone, il vino della leggenda

Montefiascone domina il Lago di Bolsena dall'alto, con la grande cupola della sua cattedrale visibile da lontano. Il suo vino più noto porta un nome che è già un racconto. Secondo la tradizione, nel XII secolo un prelato tedesco in viaggio verso Roma mandava avanti un servitore con il compito di assaggiare il vino delle locande e di scrivere Est, cioè "c'è", sulla porta di quelle dove era buono. Arrivato a Montefiascone, il servitore lo trovò così buono da scriverlo tre volte, con tre punti esclamativi. Il prelato, dice la storia, si fermò in città e non ripartì più: nella basilica di San Flaviano si indica ancora la sua lapide.

Al di là della leggenda, l'Est! Est!! Est!!! di Montefiascone DOC è oggi un vino bianco fresco e sapido, ottenuto soprattutto da trebbiano, qui chiamato procanico, insieme a malvasia e rossetto. La zona di produzione abbraccia diversi comuni affacciati sul lago. Esiste anche una versione spumante e una più morbida, abboccata. È il bianco che, nella Tuscia, accompagna con naturalezza il pesce di lago, le verdure dell'orto e i formaggi freschi.

Orvieto DOC, un bianco tra Umbria e Lazio

Orvieto, a circa 20 chilometri dalla villa, è celebre per il suo Duomo, ma anche per uno dei bianchi italiani più antichi e conosciuti. L'Orvieto DOC nasce soprattutto da procanico e grechetto, e la sua zona di produzione supera il confine regionale: oltre ai comuni umbri attorno alla rupe, comprende alcuni comuni della provincia di Viterbo, tra cui proprio Bagnoregio, insieme a Castiglione in Teverina, Civitella d'Agliano, Graffignano e Lubriano. Le vigne che vedete percorrendo le strade di campagna intorno alla villa possono dunque produrre uve per questa denominazione. Va precisato che la tipologia Classico è riservata all'area storica umbra.

L'Orvieto si trova in diversi stili: secco, il più diffuso, ma anche abboccato, amabile e dolce. Nelle annate in cui le nebbie autunnali della valle del Paglia e del Tevere favoriscono la cosiddetta muffa nobile, si producono anche vini dolci da uve attaccate dalla botrite, una piccola rarità per l'Italia centrale. Sotto la città, la rupe è scavata da cantine e cunicoli in tufo, usati per secoli per conservare il vino al fresco.

Aleatico di Gradoli, il rosso dolce del lago

Sulla sponda nord-occidentale del Lago di Bolsena, Gradoli è il paese di un vino diverso da tutti gli altri della zona: l'Aleatico di Gradoli DOC, riconosciuto all'inizio degli anni Settanta. È un rosso ottenuto quasi esclusivamente da uve aleatico, un vitigno aromatico dal profumo intenso di frutti rossi e rosa. La denominazione prevede la versione base e quella liquorosa, che con un affinamento più lungo può fregiarsi della menzione riserva. È un vino da fine pasto, da servire con i dolci secchi, con la crostata o semplicemente da solo, a fine serata. La zona di produzione comprende Gradoli e alcuni comuni vicini sul versante del lago.

Consiglio pratico: molte aziende agricole della zona accolgono visitatori solo su prenotazione, e gli orari cambiano con le stagioni e il lavoro in vigna. Prima di partire informatevi sui canali ufficiali dei consorzi di tutela e delle singole aziende, e prevedete sempre chi guida al ritorno.

Una cantina tutta per voi

A La Quiete gli ospiti hanno a disposizione una cantina, il luogo giusto per conservare con calma le bottiglie scelte durante le visite nei dintorni. La villa ha una cucina completamente attrezzata e, all'esterno, un grill e un forno a legna: l'occasione per abbinare un Est! Est!! Est!!! fresco a una cena in giardino, un Orvieto secco a un piatto di verdure dell'orto, e chiudere la serata con un bicchiere di Aleatico.

Il vino, qui, non è un'attrazione da collezionare ma una parte del paesaggio. Lo si capisce guardando le vigne che scendono verso il lago, ascoltando le storie nei paesi, aprendo una bottiglia a fine giornata. Bevete con misura, chiedete consiglio a chi lo produce e lasciate che ogni denominazione vi racconti un pezzo di territorio.

Le vigne della Tuscia, una cantina a vostra disposizione

La Quiete mette a disposizione degli ospiti una cantina, una cucina attrezzata e un giardino per le cene all'aperto: il posto giusto per assaggiare i vini del territorio con calma.