Nell'immaginario di molti viaggiatori la Tuscia è una destinazione estiva, fatta di lago, piscina e serate all'aperto. Eppure da ottobre a febbraio questo angolo di Lazio settentrionale mostra un carattere diverso, forse più autentico. I boschi cambiano colore, le campagne entrano nei mesi della raccolta, i borghi tornano ai ritmi di chi ci vive. Chi sceglie la stagione fredda trova meno traffico, musei tranquilli e una cucina che dà il meglio di sé proprio quando fuori fa freddo.
I colori dei Monti Cimini
A sud-est di Viterbo si alzano i Monti Cimini, un antico complesso vulcanico coperto da castagneti, querceti e faggete. In autunno questi versanti si accendono di giallo, arancio e rosso, e le strade che salgono verso Soriano nel Cimino, Caprarola e il Lago di Vico diventano itinerari da percorrere senza fretta. Sulla cima del Monte Cimino cresce una faggeta antica che dal 2017 fa parte del sito UNESCO delle foreste primordiali di faggio d'Europa: un bosco di alberi monumentali e grandi massi di trachite, piacevole da attraversare a piedi nelle giornate asciutte.
L'autunno sui Cimini significa anche castagne. Per secoli sono state il pane dei paesi di montagna, e ancora oggi la raccolta scandisce ottobre: Vallerano ha la sua Castagna di Vallerano DOP, e diversi paesi della zona dedicano alle castagne feste che si ripetono ogni anno nel corso del mese. Per il calendario aggiornato fate riferimento alle Pro Loco e ai Comuni interessati.
L'olio nuovo e la tavola d'inverno
Tra fine ottobre e dicembre le olive vengono raccolte e portate ai frantoi. È il momento dell'olio nuovo, verde e pungente, che nella provincia di Viterbo vanta la denominazione Tuscia DOP. Il modo tradizionale di assaggiarlo è il più semplice: pane casereccio abbrustolito, uno spicchio d'aglio, sale e un filo d'olio appena franto. Da qui la tavola d'inverno prosegue con zuppe di legumi, acquacotta, lombrichelli al sugo di carne o ai funghi, castagne arrostite sulla brace. Sono piatti nati per scaldare, e si apprezzano davvero solo quando fuori la temperatura scende.
Nebbie sulla Valle dei Calanchi
Nelle mattine fredde e senza vento, l'umidità della valle si condensa e la Valle dei Calanchi si riempie di nebbia. Da Bagnoregio, il belvedere su Civita offre allora una delle immagini più suggestive dell'Italia centrale: il borgo sulla sua rupe di tufo che affiora da un mare bianco, mentre il sole lentamente scioglie la foschia. Non è uno spettacolo garantito, dipende dalle condizioni del giorno, ma chi è in zona per qualche notte ha buone probabilità di vederlo. Conviene uscire presto, vestiti a strati, e concedersi il tempo di aspettare. Nel periodo natalizio Civita ospita anche un presepe vivente: date e orari cambiano, quindi consultate i canali ufficiali del Comune di Bagnoregio.
Città d'arte senza folla
La stagione fredda è il momento ideale per le città d'arte del territorio. Orvieto, a circa 20 chilometri, si visita con calma: la facciata del Duomo, la cappella affrescata da Luca Signorelli, il Pozzo di San Patrizio e i sotterranei scavati nel tufo. Viterbo, a circa 30 chilometri, offre il Palazzo dei Papi, che nel Duecento fu sede di conclavi, e il quartiere medievale di San Pellegrino, con le sue case in peperino e le scale esterne. Intorno alla città sgorgano acque termali calde, frequentate fin dall'antichità e citate anche da Dante: nelle giornate fredde il contrasto tra l'aria pungente e l'acqua calda è un piacere particolare. Più vicino alla villa, Bagnoregio stessa, con il suo centro storico a pochi minuti, invita a una passeggiata tranquilla.
Al rientro dalle escursioni, La Quiete offre il comfort di una villa intera di 250 metri quadrati su due piani, con riscaldamento, un ampio soggiorno e una cucina completamente attrezzata per preparare le ricette della stagione. Il forno a legna esterno è un alleato prezioso nelle giornate asciutte, per il pane o per le castagne. Con quattro camere e fino a otto ospiti, è una base comoda per un gruppo di amici o una famiglia che vuole vivere la Tuscia lontano dai mesi più affollati.
Autunno e inverno, qui, non sono una bassa stagione da evitare: sono il tempo in cui il territorio si lascia osservare da vicino, tra boschi, frantoi e piazze tornate silenziose.
La Tuscia d'autunno e d'inverno, al caldo della villa
La Quiete è riscaldata, ha un ampio soggiorno e una cucina attrezzata: il rifugio giusto dopo una giornata tra boschi, frantoi e città d'arte.